Roma
Via della Vite 41, 00187
+39 06 772 50 136
+39 06 770 70 449
Rende
Rende (CS)
Corso Italia 215, 87036
RAG

RAG: il nuovo acronimo dell’AI spiegato semplice

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nel vocabolario di chi lavora nel mondo IT, del software e della tecnologia in generale. Termini come machine learning, deep learning e large language model sono ormai all’ordine del giorno, ma ogni tanto spunta un nuovo acronimo che sembra destinato a complicare ulteriormente il quadro. Uno di questi è RAG.

RAG è una di quelle sigle che si sentono sempre più spesso quando si parla di AI generativa, chatbot avanzati e sistemi di supporto alle decisioni. RAG è un concetto piuttosto intuitivo che nasce per risolvere alcuni limiti pratici dei modelli di intelligenza artificiale tradizionali. Vediamo quindi cos’è, come funziona e perché sta diventando così importante.

Cosa significa RAG

RAG è l’acronimo di Retrieval-Augmented Generation, che in italiano potremmo tradurre come “generazione aumentata dal recupero delle informazioni”. Già dal nome si intuisce l’idea di base: affiancare alla capacità generativa di un modello AI un sistema che recupera informazioni rilevanti da una base dati esterna.

I modelli di linguaggio come quelli alla base di chatbot e assistenti virtuali sono bravissimi a generare testo coerente, ma lavorano principalmente su ciò che hanno imparato durante l’addestramento. Questo significa che non “sanno” davvero cose nuove e non possono accedere in modo diretto a documenti, database aziendali o informazioni aggiornate, a meno che non venga fornito loro un meccanismo dedicato. È qui che entra in gioco RAG.

Perché i modelli AI tradizionali non bastano

Un modello AI generativo classico risponde basandosi sulle probabilità statistiche apprese dai dati di training. Questo approccio funziona bene per spiegazioni generali, testi creativi o codice standard, ma mostra i suoi limiti quando servono risposte precise, aggiornate o legate a un contesto specifico, come la documentazione interna di un’azienda o le policy di un software.

In questi casi il rischio è duplice. Da un lato il modello può fornire informazioni obsolete o incomplete, dall’altro può “inventare” risposte plausibili ma errate, il fenomeno noto come allucinazione. RAG nasce proprio per ridurre questi problemi, collegando il modello a una fonte di verità esterna.

Come funziona un sistema RAG

Il funzionamento di RAG si basa su due fasi principali che lavorano in sinergia. Nella prima fase, chiamata retrieval, il sistema cerca e recupera le informazioni più rilevanti da una o più fonti, come database, documenti, file PDF o knowledge base. Questa ricerca avviene spesso tramite motori semantici e tecniche di embedding, che permettono di trovare contenuti simili per significato e non solo per parole chiave.

Nella seconda fase, chiamata generation, il modello di linguaggio utilizza le informazioni recuperate come contesto aggiuntivo per generare la risposta finale. In pratica, l’AI non risponde più “a memoria”, ma leggendo prima i contenuti pertinenti e poi rielaborandoli in linguaggio naturale.

I vantaggi concreti del RAG

Uno dei principali vantaggi di RAG è l’accuratezza delle risposte. Poiché il modello si basa su dati reali e verificabili, il rischio di errori si riduce sensibilmente. Questo è particolarmente importante in ambiti come l’IT enterprise, il supporto tecnico e la consulenza software.

Un altro beneficio fondamentale è la possibilità di lavorare con informazioni aggiornate. Basta aggiornare la base dati e il sistema RAG inizierà immediatamente a usarla, senza dover riaddestrare il modello. Inoltre RAG consente di integrare facilmente dati proprietari, mantenendoli sotto controllo e senza esporli all’esterno.

RAG e applicazioni nel mondo IT

Nel mondo della tecnologia e del software, RAG viene già utilizzato in diversi scenari pratici. È alla base di molti chatbot aziendali che rispondono a domande su procedure interne, manuali tecnici o ticket di assistenza. Viene anche impiegato nei sistemi di supporto agli sviluppatori, dove l’AI consulta repository di codice e documentazione prima di suggerire una soluzione.

Un altro ambito in forte crescita è quello dei motori di ricerca intelligenti, che non si limitano a restituire link, ma forniscono risposte sintetiche e contestualizzate basate su fonti specifiche. In tutti questi casi RAG rappresenta un ponte tra dati strutturati, conoscenza aziendale e intelligenza artificiale generativa.

A differenza di altri acronimi che nascono e scompaiono rapidamente, RAG risponde a un’esigenza reale e concreta. Man mano che le aziende cercano di integrare l’AI nei propri processi, diventa sempre più evidente la necessità di sistemi affidabili, controllabili e personalizzabili.

RAG non sostituisce i modelli di linguaggio, ma li rende più utili e più vicini alle esigenze del mondo reale. È per questo che oggi viene considerato uno dei pilastri dell’AI applicata in ambito professionale e enterprise.