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Gender gap e PNRR

La crisi conseguente alla pandemia da COVID-19 si sta un po’ alla volta stabilizzando e molti settori stanno segnalando una ripresa. Merito di ciò sono certamente gli aiuti alle imprese a livello nazionale ed europeo. Alcuni di questi contributi rappresentano non solo una chance per evitare il fallimento, ma in diversi casi possono essere un momento di cambiamento rispetto a situazioni (pre-covid) non troppo eque e paritarie.

Sono diversi infatti le categorie che, a seconda del contesto, possono dichiarare vantaggi o svantaggi rispetto ad altre. Privilegi basati non sul merito delle singole persone, ma su fattori storici o culturali che gradualmente dovrebbero lasciare spazio a una sorta di etica 4.0.

Una di queste differenze riguarda certamente il gender gap, ossia la differenza salariale che si registra a vantaggio degli uomini. Diverse ricerche mostrano come, soprattutto ai livelli più alti delle gerarchie aziendali, la percentuale di donne rispetto agli uomini che coprono ruoli di responsabilità è notevolmente inferiore, così come lo sono i salari. In realtà, considerando semplicemente la differenza uomo donna stiamo facendo dei passi avanti a livello culturale, il problema è quando si paragonano mamme e uomini (o mamme e padri): per molte donne la maternità rappresenta un enorme freno, se non un ostacolo invalicabile, alla propria carriera. I grafici che mostrano la differenza salariale di una mamma dopo il parto e di un padre dopo la nascita di un figlio sono abbastanza impietosi: in questi casi il così detto gap tende a diventare un burrone.

Stiamo vivendo un momento in cui abbiamo la possibilità di fare un cambio di tendenza e di proiettarci in un futuro di ricostruzione, non solo economica, ma soprattutto culturale.

Da questi presupposti nasce l’Osservatorio digitale per monitorare l’implementazione del PNRR, promosso dall’associazione Donne 4.0 al convegno “Donne per la transizione digitale – Competenze, cuore e coraggio per attivare il cambiamento”.

L’osservatorio valuterà una serie di KPI per comprendere come verranno spesi gli aiuti del PNRR, considerando l’ottica di pari opportunità a prescindere dal proprio genere. Una transizione che ha l’obiettivo di creare vantaggi non solo per le donne e le madri, ma anche per gli uomini e i padri che condividono la voglia di ritrovarsi all’interno di un contesto più etico, in cui tutti veniamo trattati in base a ciò che meritiamo.

“Il Pnrr rappresenta un’occasione per l’Italia di diventare un Paese moderno, sostenibile, inclusivo, efficiente e digitale che possa offrire prosperità ed equità a tutti i suoi cittadini.”